Fa tappa pure a Catanzaro, lo show che sta frantumando ogni record di presenze: protagonista è Filippo Caccamo stasera al Politeama per “Tel Chi Filippo”, dove il comico, che ha avuto un passato reale dietro la cattedra per circa due anni, rivisita quel periodo fondamentale nella vita di ognuno di noi, ovvero la scuola, con ironia e mestiere. Aneddoti, tic, parodie e tormentoni legati a insegnanti, gite scolastiche, precariato e graduatorie, che aprono a un vortice di risate e ad una serie di personaggi diventati ormai popolarissimi anche nei canali social, dove Caccamo che ha origini calabresi, può vantare oltre 800.000 follower, fra cui gli stessi insegnanti, che stravedono per lui e questi personaggi mutuati da esperienze dirette.
Si parla tanto di Intelligenza Artificiale oggi, la vedi possibile come applicazione concreta e vantaggiosa?
“Il futuro e la tecnologia ovviamente non si possono arrestare, magari sarebbe giusto vietarne l’utilizzo durante le ore di lezione, ma poi usciti di scuola sarebbe impossibile e anche controproduttivo monitorarla. In tutto ci deve essere il giusto equilibrio”.
All’epoca, come ha preso la tua famiglia la scelta dell’abbandono del ‘posto fisso’ per la carriera teatrale?
“Provengo da una famiglia per così dire tradizionale, perchè mio padre è un dirigente scolastico, mia madre un medico. Ma io a scuola non ero felice, perché nonostante tutto l’ambiente può essere molto alienante. Diciamo che quando gliel’ho comunicato non mi hanno né invogliato a farlo, né tanto meno ostacolato. Sono stato libero di scegliere”.
Chi sono i tuoi riferimenti artistici?
“Intanto I grandi come Proietti, Benigni e poi I contemporanei come Brignano, Pintus, Battista. Tutti gli one-man-show, anche se non sono un grande cultore della stand- up-comedy, comunque osservare il talento degli altri serve molto ad affinare il tuo”.