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La Provincia di Lecco
«Date retta a me la scuola italiana non è poi così male»

  • 20-05-2025

Da: La provincia di Lecco

Domani alle 21 il comico lodigiano Filippo Caccamo sarà all’Auditorium di Casatenovo. La star del web – conta quasi due milioni di follower, sommando tutti i social – si cimenterà nel suo monologo teatrale “Le Filippiche – Atto finale”. L’attore ed ex insegnante trascinerà il pubblico nel folle mondo del sistema scolastico italiano, rileggendo le sue vicissitudini di “quotidiano delirio” in una maniera in cui tutti possono immedesimarsi e, soprattutto, riderne (ingresso 35/32
euro).

Chi è in realtà Filippo Caccamo?

Un giullare a cui interessa raccontare la vita in maniera comica tra video, spettacoli e televisione, narrando il mondo dal mio punto di vista.

Un “giullare laureato”, vista la sua laurea in critica d’arte a Milano.

Sì, ho completato il triennio in Scienze dei Beni Culturali e alla magistrale volevo seguire Spettacolo, ma poi mi sono diretto verso la Storia dell’arte . È stato molto bello, anche se per ora non ha un vero e proprio sbocco lavorativo. Sono sicuro che però mi servirà…

In cosa potrebbe servirle?

Per ora nulla, ma è qualcosa che voglio sfruttare per il prossimo spettacolo, raccontare la storia dell’arte in maniera comica.

Lei ha anche insegnato: che ricordo
ha dell’esperienza?

Ho insegnato lettere alle medie per un biennio, durante gli anni del CoVid. Il primo anno l’ho vissuto in finta quarantena, quello successivo  è stato molto bello, mi ha lasciato veramente tanto.

Non ha mai pensato di fare il professore a tempo pieno?

No, mi sentivo prestato alla scuola. Io fin dal liceo ho sempre voluto fare teatro ma mia madre mi ha detto di completare gli studi. Nel post CoVid, una volta che i teatri hanno riaperto, ho sfruttato l’occasione e sostanzialmente sono in tour ininterrottamente dal 2022.

Dalla sua esperienza come professore è nato prima “Le Filippiche” e poi “Le Filippiche – Atto Finale”. Ce ne parla?

È un monologo sulla scuola, fortemente comico, con anche brani cantati. In “Atto finale” raccolgo il meglio di quanto portato
in teatro nel primo spettacolo. Se con “Le Filippiche” sentivo che la scuola potessero essere un argomento fantastico con la sua ciclicità, in “Atto finale” chiudo il capitolo, prima di passare oltre.

Per scrivere questo spettacolo è stata più importante la sua esperienza come ex studente o come ex professore?

Come ex professore al 100% perché nello spettacolo racconto per gran parte quello che succede in aula insegnanti, che spesso diventa un vero e proprio “reality show”. Racconto quel punto di vista, parlando soprattutto degli ex colleghi.

C’è qualche esempio virtuoso tra quelli che ha conosciuto?

Mario, che per me è stato un grande faro, sia dal punto di vista scolastico che da quello dei contenuti. Io lo ricordo come un esempio virtuoso di insegnante per bene e lui è orgoglioso di questo mio ritratto.

Esiste anche qualche “personaggio” più particolare tra gli ex colleghi?

Sì, è un personaggio dalla voce acuta e di cui non voglio dire il nome, uno che attorno alla burocrazia potrebbe passarci un’intera giornata. In questo caso l’unica cosa da fare è riderci su…

Cosa ne pensano i professori del suo spettacolo?

Da tre anni i teatri sono pieni, so che ridono. Alcuni mi hanno detto “È già la terza volta che vengo”. Diciamo che io racconto
le loro disgrazie, è qualcosa che affrontiamo insieme e ormai mi percepiscono come parte della comunità.

Possiamo definire la sua esibizione “una critica al sistema scolastico, col sorriso”? 

Direi proprio di sì, pongo l’attenzione sui problemi, ridendoci sopra. Non tutto deve sempre essere una tragedia, le criticità a volte devono essere prese con un po’ di leggerezza.

Dal suo punto di vista com’è la situazione della scuola italiana?

Meglio di quello che sembra da fuori. Vero che ci sono genitori pressanti e gli alunni sono cambiati, ma la scuola è ancora un posto sicuro dove i ragazzi devono stare e trovare un percorso virtuoso.

Come potrebbe migliorare la situazione?

Io punterei sulla figura di un docente a 360°, poi ci vorrebbe sicuramente una miglior retribuzione e sicurezza fisica in alcuni
ambienti, e anche un maggior potere decisionale.

articolo filippo

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