cimasa bergognone

Il Bergognone: la storia della Vergine

Cappella di San Paolo, tempio civico dell’Incoronata di Lodi

Il Bergognone è uno dei principali artisti della pittura lombarda. Nasce nel 1453 e muore nel 1523, farà da scuola a molti pittori rinascimentali dopo di lui e la sua pittura, come quella di Butinone e Zenone, influenzerà l’arte rinascimentale che noi tutti conosciamo.

Dopo un lungo periodo di attività alla Certosa di Pavia, il Bergognone si sposta a Lodi dove, tra il 1497 e il 1500, realizza quattro tele dedicate alla vita di Maria.

Inizialmente, le quattro pale erano collocate presso l’altare del Tempio dell’Incoronata, mentre nella Cappella di San Paolo era raffigurata la vita dei nonni di Gesù, Gioacchino e Anna. Oggi invece la collocazione è invertita.

La cappella di San Paolo prende il nome dalla tela centrale in essa collocata, la “Conversione di San Paolo”, realizzata da Callisto. Tutto attorno si sviluppano le quattro tele del Bergognone sulla vita di Maria.

 

Cappella Bergognone

 

I momenti rappresentati sono l’adorazione dei magi, l’annunciazione, la visitazione e la presentazione al tempio.

Vediamoli insieme!

L’adorazione dei Magi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa tela non rappresenta né un battesimo né una natività. Gesù infatti è stato battezzato in età adulta, mentre qui è rappresentato come un bambino. Inoltre, è circondato da tre persone vestite con abiti sontuosi, e non pastori, come è frequente in una natività.

Ci troviamo dunque di fronte ai Re Magi. Sono proprio i colori, oro, rosso, arancione e i doni, oro, incenso e mirra, a farci distinguere questi personaggi. Nella storia dell’arte infatti, ogni quadro ha elementi ricorrenti che permettono di intuire ciò che stiamo guardando.

 Nonostante Gesù sia circondato da tre re, rimane comunque di umili origini. Il Bergognone lo rappresenta infatti all’interno di una stalla, con il dettaglio del tetto rotto in alto a sinistra.

Infine, la luce che illumina l’intera tela è quella della stella cometa, così brillante da illuminare a giorno la notte; è la luce del Signore che rischiara il buio.

 

 

L’annunciazione

L’Annunciazione è una delle scene più classiche della storia dell’arte.

Come si può evincere dall’angelo, questa tela è un chiaro omaggio a Leonardo da Vinci che, in quegli anni, stava lavorando a Milano con Bramante.

L’Arcangelo, dalle enormi ali, arriva in tutto il suo splendore. Maria è rappresentata con la mano alzata, in segno di timore per ciò che l’arcangelo le sta per dire. Sopra di loro, la colomba, ovvero lo Spirito Santo.

Un dettaglio rilevante è quello della clessidra, rappresentata accanto a Maria. La clessidra ci annuncia una nuova era, quella di Cristo. Da quel momento Maria porterà in grembo il fautore di un tempo nuovo, il figlio del Signore.

Infine si può notare come la scena sia ambientata all’interno ma con scorci dell’ambiente esterno. Questa è una tecnica dell’arte fiamminga, portata in Italia dopo il 400.

 

 

La visitazione

La visitazione è un altro momento importante della vita della Vergine. Le due donne, Maria ed Elisabetta, sono le protagoniste di questa tela. San Giuseppe rimane infatti sullo sfondo. Maria è raffigurata come più giovane rispetto alla cugina.

Il quadro è un chiaro omaggio sia all’architettura lombarda, rappresentata nella tela, sia alla città di Lodi. Non a caso, sullo sfondo, si nota una torre con lo stemma della città.

 

 

Presentazione al tempio

La presentazione al tempio è uno storico momento della cultura cristiano-lombarda.

Il sacerdote Simeone, vestito con abiti importanti, ripete una formula, scritta lungo l’architrave della chiesa rappresentata sullo sfondo della tela.

Ma qual è la chiesa in questione? Qui il colpo di genio del Bergognone: il tempio rappresentato è proprio il tempio dell’Incoronata di Lodi, omaggio dell’autore alla vasta committenza civica. Si può notare infatti la costruzione in oro, con pianta ottagonale, propria del tempio.

 

Presentazione al Tempio

 

La cimasa: lo sposalizio della Vergine

Nello spazio collocato al di sopra della tela di San Paolo, troviamo la Cimasa. In essa, è ritratto lo sposalizio della Vergine, quinta e ultima opera del Bergognone sulla storia di Maria.

Lo sposalizio è intagliato e dipinto all’interno di un ovale. Il sacerdote, al centro, corona il matrimonio tra Maria e San Giuseppe, rispettivamente a sinistra e a destra. Tutto attorno ancelle e pretendenti.

 

cimasa bergognone

 

Ora la campanella è suonata, quindi ci vediamo al prossimo articolo sulla storia dell’arte.

Viva il Bergognone!