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LA STAMPA
“Io, comico ed ex prof. che ama raccontare il mondo della scuola”

  • 07-01-2025

Da La Stampa

Le Filippiche – Atto finale il 10 a Borgosesia: “I video? Frutto di tanta osservazione della realtà”

Oltre due milioni di follower, tra Instagram, Facebook, YouTube e Tik Tok. Il mondo del web ha fatto esplodere la sua popolarità, che dal 2023 è arrivata anche sui palcoscenici dei teatri di tutta Italia in cui registra spesso sold out di pubblico. Filippo Caccamo, classe 1993, originario di Lodi, venerdì 10 gennaio porterà al teatro Pro loco di Borgosesia, alle 21, «Le Filippiche – Atto finale» con un assortimento di personaggi stravaganti, a tratti cinici, in episodi che traggono ispirazione dal mondo scolastico dal punto di vista dell’ex insegnante (di scuole medie). Lo spettacolo è in abbonamento nella rassegna «Borgosesia inscena»; il costo del biglietto è di 32 euro (per sapere se ci sono ancora posti disponibili andare su www.prolocoborgosesia.it).Vedere i video che Filippo Caccamo pubblica sui suoi social è immedesimarsi in situazione che capitano un po’ a tutti, ridendo, e tanto: l’ultimo filone è stato quello natalizio tra commesse di intimo, maestre, pasticcieri, camerieri e addobbi.

La scuola è un ambiente che lei, laureato in Storia dell’arte e in Beni culturali, conosce molto bene.

«Sono un ex insegnante e mi divertivo molto a scuola. Non sono un malato di palco e il giorno in cui dovesse terminare questa splendida avventura che sto vivendo, tornerei a insegnare con piacere. Anche perché nel frattempo mi sono iscritto anche a un’altra università, a dimostrazione che mi piace portare avanti gli studi. La scuola è un mondo che merita di essere raccontato».

Quando ha capito che lo spettacolo rappresentava per lei una strada da seguire?

«Quando frequentavo l’università mi sono detto: “Voglio raccontare questo mondo nei video”. Quando sono entrato, anni dopo, in sala insegnante stessa cosa. Quelle nella scuola sono categorie che avevano bisogno di un punto di riferimento ovviamente comico. Sono felice più che altro di aver intercettato questo bisogno e da li, come sempre, la costanza è fondamentale».

Si ispira a qualcuno nella sua comicità?

«Per i video in tutta sincerità no, a teatro penso di aver macinato un monte ore infinito di Pucci, Pintus, Brignano, Benigni, Grillo: tutti comici uno contro tutti, contro il pubblico che mi hanno ispirato nel mood».

Con questo suo tour in più di 80 date in Italia sta registrando molti sold out. Cosa le sta regalando?

«Sono molto felice di questo spettacolo a cui sarà bello poi mettere un punto. Questo quindi è davvero l’atto finale in cui si parla quasi esclusivamente di scuola. Al netto dei pienoni, delle risate, c’è un senso di appartenenza, una comunità veramente incredibile. Senti che oltre a far ridere fai sentire gli spettatori parte di qualcosa, e per me è fondamentale, ed è questo che mi sta lasciando questo tour.»

Per i video da cosa prende spunto? Dove li gira?

«Sono frutto di tantissima osservazione della realtà, nel senso che più che essere un grande battutista, che non sono, mi limito a osservare quello che accade recuperandolo in maniera comica; parto da una situazione e sono il famoso clown che con il suo punto di vista racconta. Li giro sempre a casa perché tanto il green screen mi dà poi modo di ambientarli ovunque, li posso così fare in ogni momento.
Un procedimento molto schematico quasi una “catena di montaggio”: scrivo sulle note del telefono, giro con la telecamera interna, monto con la piattaforma Capcut».

Ha un social preferito?

«Instagram perché è diretto e perché mentre Tik Tok non ha un senso con un algoritmo lasciato a se stesso, Instagram ha ancora un minimo di studio dietro, e trovo molto bello seguire certi aspetti».

I suoi prossimi impegni?

«A maggio chiuderò con “Le Filippiche – Atto finale”, poi mi si rivedrà da novembre in teatri come il Brancaccio a Roma e il
Lirico Giorgio Gaber a Milano, con un nuovo spettacolo completamente diverso con autori, regia, luci, un qualcosa di completamente differente da quello che sto portando in giro ora».

 

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